Dall'Abaco al Web
L'Abaco
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Abaco cinese Il numero 4637
Foto di un'abaco cinese
Qual è stato il primo calcolatore della storia umana?
L'ENIAC? La Pascalina?
In verità se per calcolatore si intende un dispositivo meccanico per fare i calcoli si deve riconoscere che la prima macchina calcolatrice è stata l'abaco.
L'abaco permette di eseguire addizioni, sottrazioni e anche moltiplicazioni e divisioni.
L'idea di base è quella semplicissima di usare alcune palline come unità di conto; una pallina = 1; due palline = 2 ... arrivati a dieci si usa una seconda serie per indicare le decine: una pallina = 10; due palline = 20 ... arrivati a cento si usa una terza serie: una pallina = 100; due palline = 200 ...
Lo zero non c'è o meglio è rappresentato dall'assenza di palline su una serie.
Nella sua forma più primitiva l'abaco consiste semplicemente di una serie di scanalature sulla sabbia sulle quali vengono disposte le palline. La parola abaco deriverebbe appunto dal semitico abq = sabbia.
Una forma più evoluta usata dai Romani, è quella di una tavoletta con scanalature sulle quali vengono posti alcuni sassolini (in latino calx = pietra, calculus = pietruzza, sassolino)
L'abaco più evoluto, o pallottoliere, consiste invece in una serie di aste sulle quali vengono infilate palline forate.
L'abaco più semplice ha nove (o dieci) palline su ogni asta o scanalatura; una forma più elaborata prevede una prima serie di quattro o cinque palline, e una seconda serie di una o due palline che indicano ognuna una cinquina. A questo secondo genere appartiene l'abaco cinese nella foto a lato.

L'abaco come strumento di calcolo fu reso obsoleto dall'avvento dei numeri arabi che consentono di fare i calcoli con carta e penna, in modo più semplice e affidabile. In effetti i numeri arabi altro non sono che un abaco trasferito su carta.

Nonostante tutto l'abaco viene ancora usato in alcuni paesi del terzo mondo e in particolare in Cina.

Fonti e collegamenti


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