Storia del liceo - Hanno insegnato al Foscarini
Francesco Zantedeschi
Aureliano Faifofer - Luigi Sante Da Rios

Francesco Zantedeschi
Nato a Dolcé in provincia di Verona il 18 agosto 1797 pochi mesi dopo la caduta della Serenissima Repubblica ad opera del Bonaparte, Francesco Zantedeschi compie i suoi studi a Verona presso il seminario vescovile dove è anche consacrato sacerdote.
Inizia subito ad insegnare nel 1821 nel liceo di Desenzano, poi nel 1829 è di nuovo al seminario vescovile e nel 1834 va ad insegnare nel liceo di Brescia, quindi nel 1836 al liceo di Porta Nuova di Milano (l'odierno liceo Parini); in tutti questi anni insegna Filosofia anche se i suoi interessi si volgono sempre più alla Fisica dove si conquista una solida reputazione.
E nel 1838 è chiamato a ricoprire la cattedra di Fisica e Matematica applicata nel nostro liceo (allora liceo di S.Caterina), cattedra che fino al 1836 era stata di Stefano Marianini.
A Venezia Zantedeschi trova un ambiente ideale per i suoi studi di Fisica: un laboratorio all'avanguardia con tecnici di valore come Francesco Cobres e un rapporto privilegiato con l'Università di Padova. È di questi anni il suo Trattato di Fisica. Nel 1842 organizza in collaborazione con l'osservatorio di Brera a Milano, l'osservazione dell'eclissi totale di Sole visibile nel Nord-Italia. Di questa osservazione abbiamo pubblicato su questo sito ampi estratti della sua relazione sui fenomeni osservati durante l'eclissi.
Nel luglio 1849 Zantedeschi ottiene la cattedra di Fisica sperimentale dell'Università di Padova, coronamento della sua carriera; i suoi ultimi anni sono purtroppo turbati prima dalla cecità che lo costringe ad abbandonare l'insegnamento nel 1857 e alla fine anche dalla demenza senile. A Padova muore il 29 marzo 1873.
Nel 1875 le sue ceneri furono riportate a Verona. A Dolcé gli è stata dedicata una strada e una lapide nell'atrio del comune.


Opere di Francesco Zantedeschi [reperibili su SBN]