Storia del Liceo - Il Liceo Foscarini nell'A.S. 1923/24
Il saluto inaugurale del Preside Contessa
(Ordine del giorno del preside ai 22 ottobre 1923).

Il 1 ottobre 1923 Carlo Contessa assumeva la presidenza del Liceo Foscarini, contemporaneamente all'entrata in vigore della riforma Gentile; tre settimane dopo il nuovo Preside si presentava alla scuola con questo messaggio che fa costante riferimento alla riforma:

Destinato dal Ministero alla presidenza di questo Liceo Ginnasio, che ha gloriose tradizioni di docenti e di discepoli famosi, porgo il mio cordiale saluto a voi tutti, o giovani, che qui inaugurate un nuovo anno di studio.

Questo anno scolastico vi offrirà occasione di ardito cimento e di nobile gara. Entra oggi in vigore una radicale riforma di tutti gli ordinamenti scolastici; è il più grande avvenimento nella storia della scuola media italiana dopo la formazione dell'unità nazionale.

Al di sopra di tutte le tendenze politiche, di tutte le convinzioni didattiche, occorre leale, disciplinata fiducia in chi la concepì con altissimi intendimenti e con pensiero lungimirante guardando ai supremi interessi della patria e della società.

Appartenete alla scuola classica, cioè alla scuola media di grado più elevato: qui, più che in altre scuole, la selezione s'impone giusta e sacrosanta, non soltanto nell'interesse generale anzidetto, ma nello stesso interesse vostro particolare, affinchè non siate confusi nell'opinione pubblica con coloro che siano intellettualmente inetti o moralmente men degni. Chi vagheggia di pervenire ai primi posti della gerarchia sociale deve mostrare di avere attitudini e preparazione adeguate; e l'auspicata armonia delle varie classi solamente allora si raggiungerà, quando appunto ciascun cittadino sappia essere all'altezza del grado cui aspira e sia conscio della responsabilità che gli compete, per modo che anche gl'inferiori debbano sinceramente riconoscergli vero e giusto il titolo della superiorità.

Solo il tempo sarà giudice del valore intriseco di questa grande riforma, che docenti ed alunni sono chiamati oggi ad eseguire. Intanto questo è evidente subito, e confortante: che il legislatore mira a formare una coscienza nuova alla funzione scolastica; questa sarà precisamente il punto di partenza e il fondairiento per la rinnovazione della coscienza collettiva del nostro paese, che dagli equivoci sociali fu così duramente provato nell'ora più grande della sua Storia dopo il trionfo delle armi contro i nemici esterni.

Di fronte ad una così vasta concezione, i giudizi precipitati e le critiche unilaterali, le preoccupazioni e gli scoramenti sarebbero non soltanto ingiusti ma pericolosi perché fatalmente deleterii.

Molte particolari concessioni transitorie già furono fatte, indizio non d'incertezza ma di saggezza onestamente equanime di fronte alle esigenze pratiche della realtà - molti altri ritocchi suggerirà ancora l'esperienza nel corso della graduale applicazione della riforma, per rendere meno sensibili alle scolaresche e alle famiglie i disagi inevitabili in tutte le opere di profondo rivolgimento e di ampio assestamento.. Saranno belli un giorno per voi la coscienza e il vanto di aver saputo affrontare con fierezza le attuali difficoltà per contribuire ad un grande progresso intellettuale e morale del nostro paese.

Desidero che voi vi formiate ben chiara e ben salda questa mentalità, non soltanto per la serenità vostra, ma per portare la vostra onesta.convinzione anche in seno alla famiglia e nelle discussioni con tutti coloro che sistematicamente dubitano, con tutti coloro che languono in pessimismo senza luce.

Lo stesso esame di stato, quando vi sarete chiamati, non vi arrechi turbamento: il pensiero dell'esame non deve essere il fine dei vostri sforzi, ma soltanto stimolo salutare ad una preparazione libera e vasta, in cui la vostra personalità abbia campo di esercitarsi e di manifestarsi. Con insegnanti eletti nella mente e nel cuore, come voi avete, l'addestramento alla gara coi compagni di altri istituti sarà per voi, non solo serena, ma quasi lieta, la vittoria sicura.

Io vorrò dividere con gl'insegnanti l'onore e il vanto di essere amico vostro e consigliere.

In attesa di comunicarvi fra pochi giorni un nuovo regolamento per la disciplina interna, ritnane in vigore quello dell'anno scolastico precedente, e invariato rimane per ora il sistema per la giustificazione delle assenze.

Inutile dirvi che qualunque scorrettezza o mancanza disciplinare troverebbe in me rigore intransigente, inflessibile.

Lasciatemi vagheggiare la speranza che vorrete risparmiarmi le ingrate parti del giudice che rimprovera e punisce, per riserbarmi soltanto la gioia del superiore che incoraggia con lodi e con premi.

Poiché io desidero venirvi incontro per offrirvi i palpiti del mio cuore e la mia lunga personale esperienza di educatore appassionato. Desidero non soltanto scrutare con ansia i vostri progressi nello studio, ma cercare sopratutto le vostre giovani anime per eccitarle al volo verso l'ideale.

Entrando in questo Istituto ho osservato con meraviglia commossa i segni dei vostri sentimenti inagnanimi, della vostra generosa ambizione : il monumento a Dante e il solenne ricordo dedicato ai'vostri comnpagni morti per la Patria.

Mi hanno riferito poi quel prodigio di gentilezza e di amore che dal vostro cuore irradiò luce di eniulazione a tutti gli altri studenti di Venezia: con sussidio materiale e più col sorriso dell'affetto avete consolato la madre di un eroe figlio del popolo. Quella semplice donna trovasi così elevata alla significazione di un simbolo: le avete offerto la filiale venerazione Vostra, essa vi ricambia le benedizioni della sua maternità ideale. Esempio che merita di essere segnalato e imitato anche nelle altre parti d'Italia!

Per questo ho fiducia in voi, sono fìero di vivere in mezzo a voi e tutto per voi; noi sapremo trovare insieme ispirazione di altre opere sante che siano sollievo e gioia alla giovinezza vostra pur immersa nell'austerità fattiva degli studi.


Documento tratto dall'Annuario del R.Liceo Ginnasio Marco Foscarini del 1924.