Storia del Liceo - Il Liceo Foscarini nell'A.S. 1923/24
Sullo spirito dei nuovi programmi
ordine del giorno del preside Contessa agli alunni,
del 10 dicembre 1923 distribuito a stampa anche alle famiglie.

Già nel mio saluto augurale del 22 di ottobre vi dissi che soltanto nel corso di alcuni anni la Riforma avrebbe potuto avere la sua piena efficienza; le disposizioni transitorie per l'applicazione dei programmi ministeriali, pervenuti ai pritni di Novembre, confermano infatti la previsione.
Per ora il più grave peso della trasformazione spetta soltanto agli insegnanti, che debbono pazientemente dirigere tutte le cure della loro opera cosciente ed illuminata al raggiungimento della meta prefissa. Di questi nobili sforzi gli alunni e le loro famiglie fin d'ora, la grande opinione pubblica domani, dovranno pure riconoscere alla classe eletta le altissime benemerenze.
Ancora nel mio saluto del 22 di ottobre vi dissi che soltanto il tempo potrà mostrare all'opinione pubblica, coll'evidenza dei confronti, i benefici effetti che gli esperti di cose didattiche e gli apostoli più chiaroveggenti sanno fin d'ora di poter attendere dagl'inaugurati ordinamenti.
I nuovi programmi non vanno giudicati nei particolari, cui l'esperienza potrà suggerire dei ritocchi d'ordine pratico, ma nello spirito che gli coordina organicamente e li anima.
So che alcuni dei migliori e più autorevoli docenti vostri già ve li hanno partitamente illustrati. Basti a me ripetervi che detti programmi, come i regolamenti da cui sono opportunamente fiancheggiati, vogliono coll'autonomia per gli Istituti nell'orbita della legge, colla libertà per gli insegnanti e per gli alunni nel termine preciso del fine da raggiungere, educare il concetto della responsabilità per tutti, e specialmente nei giovani che rappresentano l'avvenire.
La vostra personalità deve essere fatta pienamente conscia di sè stessa nello sviluppo più ampio; e ciò non per appagamento di egoismo, come se doveste vivere in solitudine, ma perchè ciascuno di voi, come cittadino, possa dare tutto il rendimento e il massimo contributo alla formazione delle energie collettive, e cioè dell'anima di nostra stirpe; questa nostra anima italica immortale, che, dopo la vittoria materiale e ideale delle armi, sente il bisogno della rinnovazione spirituale.
Noi abbiamo un grande passato da custodire e mettere in valore; abbiamo energie mirabili da profondere alla conquista dell'avvenire! A questo appunto mirano i nuovi programmi di studio: la conoscenza piena e sicura della tradizione italica nel pensiero e nelle opere dei secoli; essa avrà rilievo di luce dal confronto con ciò, che altri popoli, dietro l'esempio del nostra o in concorrenza, hanno saputo dare al progresso della comune civiltà; si spiega quindi la gran parte fatta dai programmi allo studio degli scrittori stranieri.
Codesto fondamento di conoscenza storica non si vuole raggiungere col metodo analitico ed erudito:che fu già vanto di scuole esotiche; noi vogliamo coltivare quelle che furono, sono e saranno sempre le più genuine e invidiate qualità dell'intelletto nostro eminenteniente sintetico, superbamente geniale.
Vogliamo che lo studio non sia tormento, che la scuola sia sinceramente cercata e diletta : quindi la base pratica della conoscenza storica sarà fiancheggiata dall'appagamento dell'istinto estetico comune a tutti i figli di nostra gente.
Ardua è la sintesi specialmente per gli alunni delle prime classi ginnasiali; ma i fatti storici e letterarii presentati ad essi in forma semplicissimo, saranno nel corso del Ginnasio superiore e del Iiceo ripresentati ancora alla loro mentalità via via più matura e progredita; saranno anzi ripresentati volta a volta da insegnanti diversi e con visioni più alte per modo che alla fine, affrontando poi quella che sarà veramente prova di maturità, possano non soltanto averne concezione chiara e completa, ma anche libera da ogni dittatura di formule schematiche, mal comprese o peggio ripetute.
Appunto le ripetizioni meccaniche delle regole di gr4mniatica e di stilitica debbono essere bandite; la tortura delle centinaia di date storiche e degli elenchi di papi e di imperatori in fila, le tavole delle cifre geografiche hanno fatto il loro tempo. Tutte queste cose si debbono conoscere, ma non in sè e per sè, bensì, come canovaccio al ricamo, per appoggio di un sapere più alto e più vasto, del sapere sintetico, del vero sapere, che forma l'anima dell'individuo e ne informa le opere nella società.
La vecchia persuasione che, studiando e appiccicando a memoria le formule stereotipate di un testo, più o meno ampio a seconda dei casi e più o meno autorevole, si possa tentare un esame, deve alfine cedere il campo a nuovi metodi di esami per cui il candidato macchina non basta più, ma è pregio invece dimostrare di saper ragionare colle proprie idee e conversare.
E poichè a ciò occorre preparazione lunga e coscienziosa, poichè l'esame non deve essere lo scopo ma soltanto la dimostrazione del grado d'evoluzione intellettuale raggiunto, i nuovi programmi hanno ridotto le vere prove di esame a pochissime, tre in otto anni; alla fine del Ginnasio inferiore, del Ginnasio superiore e del Liceo: sono i così detti esami di stato, nei quali gli alunni non sono più giudicati dai propri insegnanti e la ripetizione soltanto fonografica di ciò che dai propri insegnanti hanno udito non basta più come ho detto dianzi.'
Viceversa per essere promossi da una classe all'altra del Ginnasio inferiore o del Ginnasio superiore o del Liceo l'esame non occorre più; ossia la promozione non è più affidata al caso o al pericolo di un tema svolto in un giorno fisso - il giorno del giudizio tremendo e irrevocabile - o alle risposte di quel quarto d'ora circondato da tanto apparato di formalità; l'esame si farà d'ora innanzi ogni giorno; gli insegnanti valuteranno ogni giorno e poi classificheranno ogni bimestre le attitudini e il progresso di ciascun alunno; così la sfortuna eventuale di oggi potrà essere compensata dalla riparazione di domani, e del pari alle classificazioni insufficienti dei primi birnestri potranno riniediare quelle dei successivi: forse per questo furono ripristinati i bimestri nella divisione dell'anno scolastico, affinchè si avessero almeno quattro giudizi fondamentali e comparativi come base del giudizio complessivo di idoneità alla classe superiore che il collegio dei professori deve alla fine dell'anno pronunciare collo scrutinio generale per ciascun alunno.
Dice l'art. 82 del R. D. 6 maggio 1923: "la promozione (da una classe all'altra) è conferita agli alunni che nello scrutinio finale abbiano ottenuto voto non inferiore a sei decimi in ciascuna materia o complessivamente in ciascun gruppo di materie affini e otto decimi in condotta ".
L'art. 83 aggiunge: "Chi nello scrutinio finale per la promozione abbia conseguito meno di sei decimi in non più di due materie è ammesso a sostenere le relative prove di esame nella sessione autunnale".
In altri termini l'approvazione senza esame diventa in certo modo obbligatoria; chi non ha sei decimi nello scrutinio finale, non solo viene rimandato a ottobre, ma qualora le materie in cui non ha riportato i sei decimi allo scrutinio siano più di due non ha neanche diritto alla sessione di ottobre deve senz'altro ripetere l'anno.
Con queste disposizioni giustamente austere si vuole escluder precisamente che, chi ha mostrato durante l'anno scolastico, di non volere o poter attendere allo studio sistematico ed ordinato, necessario per raggiungere una preparazione seria, possa illudersi di raggiungere lo stesso risultato acrobaticalnente affrontando gli esami di luglio e di ottobre come si giuoca al caso della buona fortuna.
Siffatte cose ho voluto dirvi all'approssimarsi della chiusura del primo bimestre: questo per molte cause di forza maggiore fu periodo di trasizione e di azione didattica incompleta.
Le eventuali classificazioni d'insufficienza non vi devono avvilire, ma neppure dovete considerarle con indifferenza; la sufficienza che dà diritto alla promozione senza esami ha significato e valore più alto per il passato, epperciò sarebbe pericoloso trascurare gli sforzi per raggiungerla durante l'anno, illudendosi di conseguirla poi solo alla fine e ad ogni costo.
Agli alunni della 3.a e 5.a Ginnasiale, della 3.a liceale, cui toccherà l'esame di stato, ricordo che, pur non conoscendo ancora le norme con cui si svolgeranno formamente le prove, già sappiamo che esse saranno ispirate a ragionevoli quanto moderate esigenze di transizione; questo per la quantità del programma quale fu determinata per ciascuna disciplina dal Consiglio dei professori, non però quanto allo spirito e ai metodi nuovi delle prove.
Infine a quanti sarete quest'anno candidati agli esami di stato voglio ricordare l'art. 94 del R. D. 6 maggio più volte citato: disposizione salutare, che deve sorridervi come la visione di un'aquila in sereno orizzonte che accenda gli animi alla vittoria: "Sarà ogni anno pubblicato nel Bollettino ufficiale del Mlinistero l'elenco degli Istituti, i quali, negli esami dei. propri alunni, abbiano dato i illigliori risultati".
Sarà dunque nobile cimento, non gara di violenza ma d'energie spirituali: ingegno, volontà e amore. Amore per voi medesimi, amore per questa scuola, che qffida a Voi le proprie tradizioni gloriose, amore per la Patria, cui sono sopratutto destinate le virtù dell'intelletto e del sentimento che si temperano negli entusiasmi e nella fede dei giovani anni.