Lamarckismo
|
Parte del VII capitolo della Philosophie zoologique
|
|---|
Il Lamarckismo prende il nome dal francese Lamarck , colui che ne gettò le basi, ed è una delle prime teorie evoluzionistiche. Questa teoria è stata esposta nel suo trattato Philosophie zoologique.
Può essere riassunta nei seguenti punti:
- I viventi sono un prodotto della natura che li ha formati in tempi successivi.
- Gli organismi più semplici si originano dalla materia inanimata e la loro complessità di organizzazione progredisce mano a mano che le circostanze li favoriscono; gli organismi, insomma, salgono l'ininterrotta catena dell'essere dalla materia inanimata a forme sempre più perfette.
- L'ambiente determina un graduale, armonioso sviluppo dei loro organi: quando gli animali sono sottoposti a mutamenti ambientali, i loro fluidi organici (la linfa, il sangue, in definitiva ciò che li rende sistemi organizzati) si dirigono nella zona del corpo dove possono esplicare un'azione adatta a quel bisogno; in questo modo alcuni organi possono svilupparsi, altri regredire, e l'animale va incontro a continue, lente trasformazioni, attraverso le quali sale la catena dell'essere, dalla materia bruta, al verme, al mollusco, al pesce, al rettile, al mammifero. Ogni variazione è quindi sempre adattativa, non esiste alcuna differenza qualitativa fra mondo organico e inorganico: la vita sorge spontaneamente e incessantemente dal mondo inorganico, in un continuo che va dal meno perfetto al più perfetto, dal semplice al complesso; gli organismi più semplici sono quelli formatisi più recentemente , mentre i più complessi sono i più antichi; il vivente, giunto al culmine della scala, ritorna allo stato inorganico e il lungo cammino riprende incessante. Questa tesi viene chiamata eredità dei caratteri acquisiti.
E' importante evidenziare che l'ereditarietà dei caratteri acquisiti non è la vera forza motrice dell'evoluzione, ma solo il meccanismo che permette alla progenie di ricevere i risultati dell'adattamento all'ambiente dei genitori. La forza motrice consiste nella tendenza intrinseca nei viventi che li spingerebbe ad evolversi, facendo i conti con le necessità ambientali: come nel Darwinismo vi è il problema dell'adattamento come risposta degli organismi all'ambiente.
- Le specie non sono fisse ma in continua, incessante evoluzione.
Il rilievo che Lamarck diede all'ambiente come causa delle trasformazioni evolutive è molto importante perchè gli permette di superare la concezione statica di specie formulata da Linneo, ancorato all'idea cristiana della creazione per opera di Dio.
L'impostazione teorica di Lamarck dimostra che l'evoluzionismo già in lui assume il carattere di una teoria interpretativa in senso storico e non di una teoria meramente descrittiva.
Teorie dell'evoluzione
di Elisa Davi (IIB)
Ipertesto primo classificato al concorso ipermediale 2003